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I quaderni - Italianieuropei

Se sei mesi vi sembran pochi

Sarebbe tecnicamente possibile, anche se un po’ demodé, ricorrere alle parole di Gramsci: «Il vecchio che non muore e il nuovo che non nasce. In questo interregno si verificano i fenomeni più morbosi». Il fenomeno, “morboso” appunto, è l’intreccio, detta sempre in modo un po’ demodé, tra crisi del PD e crisi del sistema politico, in questo nuovo capitolo dell’infinita transizione italiana iniziato il 4 dicembre.

La Germania si prepara alle elezioni parlamentari

Alle prese con i profondi cambiamenti che caratterizzano l’evoluzione della sua situazione politica e sociale – primi tra tutti la crisi dei partiti, la crescente presenza di sacche di disagio e l’incidenza dei processi di modernizzazione – e con il deterioramento del contesto internazionale sia europeo che extraeuropeo, la Germania si avvicina alla scadenza elettorale del prossimo settembre con incertezze e dubbi. E con una leadership progressista, quella di Martin Schulz, che sperimenta l’alternarsi di fasi di grande crescita a momenti di difficoltà.

Dopo il califfato. Il Medio Oriente e la teoria del vero nemico

Con la conclusione dell’esperienza statuale dell’ISIS si delineano per il Medio Oriente scenari geopolitici imprevedibili. Molto dipenderà da quanto faranno i due schieramenti anti-jihadisti in campo, capeggiati rispettivamente da Stati Uniti e Russia, i quali, caduto l’alibi rappresentato dal califfato, dovranno ora confrontarsi con il “vero nemico”: più che gli jihadisti, considerati un elemento transitorio della scena, alcuni dei membri dell’altra coalizione anti-ISIS. Si riaprono quindi i grandi giochi per ridefinire i futuri assetti mediorientali e i nuovi rapporti di forza tra i veri protagonisti della lotta per l’egemonia politica e religiosa nella regione.

Gramsci, l’attualità di un intellettuale rivoluzionario

Nel percorso compiuto da Antonio Gramsci nella sua densa e travagliata esperienza di intellettuale militante, continuità e discontinuità si giustappongono e si sovrappongono. Se esiste una discontinuità oggettiva, data dai cambiamenti della situazione storica e personale, lo sforzo che egli compie è quello di tenere ferma la barra nel mutare degli eventi, adeguando costantemente la teoria alla situazione concreta. Questa barra si chiama rivoluzione. Sia che si tratti del Gramsci militante socialista degli anni Dieci, del Gramsci dirigente comunista degli anni Venti o del Gramsci pensatore ristretto in carcere tra la fine degli anni Venti e la prima metà dei Trenta, egli è e rimane un rivoluzionario. E sono precisamente la teoria della rivoluzione e la sua fede solida in essa i punti fermi che affida a noi uomini e donne del presente.

L’affanno di politica e democrazia

In quasi tutto l’Occidente politica e democrazia attraversano una fase di grande crisi, che si alimenta delle difficoltà che entrambe vivono e delle loro influenze reciproche. Le cause di questo fenomeno risalgono indietro nei decenni e sono frutto, per l’Italia come per gli altri paesi del Vecchio continente, dell’intrecciarsi di sviluppi nazionali e di ben note dinamiche globali. Di fronte a una situazione così compromessa e pericolosa, di cui rischiano di approfittare i movimenti populisti e sovranisti, diviene quindi essenziale trovare la chiave per risalire la china e restituire dignità alla politica e senso alla democrazia. Anche perché fuori da esse non c’è progresso ma conflitto e ulteriori diseguaglianze.

Sulle origini della crisi della sinistra

Dopo aver subito gli effetti della rivincita della destra, che a partire dagli anni Ottanta del Novecento ha saputo imporre un paradigma economico incentrato sul rilancio del mercato, sul valore etico del profitto, sull’individualismo e sulla contestazione dell’assistenzialismo, la sinistra deve ora recuperare identità e valori smarriti e riacquistare la propria autonomia culturale e politica. Non è un caso che a sinistra sia in atto un processo di riorganizzazione e riflessione sui fondamentali. In Italia, in particolare, essa andrà ricostruita dalle basi, con pazienza e determinazione, riscoprendo quanto di buono deriva dal passato ma tenendo presenti le esigenze che la nuova realtà economica e sociale pone in evidenza, a partire dal drammatico aumento delle diseguaglianze e dalla cronica mancanza di lavoro.

L’autunno del patriarca di Singapore. Una riflessione per la sinistra

Lo scorso 23 marzo si è spento Lee Kuan Yew, il quale, grazie a un mix di rigore e lungimiranza, di libertà concesse con il contagocce e di efficienti interventi pubblici, trasformò la piccola enclave cinese in una ricca, dinamica e moderna città-Stato.

La riforma mancante

È tempo di mettere all’ordine del giorno l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. La sua assenza tra le riforme all’esame del Parlamento rappresenta un vuoto che rischia di mettere a repentaglio gli equilibri dell’assetto democratico. Senza una rigenerazione dei partiti le riforme costituzionali ed elettorali non basteranno a chiudere la lunga transizione italiana.

Verso una democrazia cesaristica

La riforma della Costituzione avviata dal Partito Democratico, unita alla nuova legge elettorale, che la completa, rischia di portare l’Italia verso una democrazia di stampo cesaristico. Quale sicurezza può darci un assetto istituzionale privo del contrappeso al potere costituito rappresentato dal bicameralismo, con una diminuita prerogativa del diritto di suffragio e ostaggio del potere del leader, dell’esecutivo e della sua maggioranza?

 

Le modifiche del Senato alla legge elettorale

Gli interventi del Senato sul disegno di legge di riforma del sistema elettorale hanno apportato importanti modifiche al testo varato dalla Camera, intervenendo su aspetti cruciali come il profilo dei protagonisti del confronto elettorale – liste di partito e non più di coalizione –, le soglie di sbarramento, i meccanismi di garanzia dell’equilibrio di genere e la questione della sottrazione dei capilista al voto di preferenza. Su quest’ultimo aspetto, in particolare, rimangono ancora delle perplessità che, insieme alla carenza di disposizioni relative al ballottaggio a livello nazionale e alla disposizione di rinvio dell’efficacia della legge consiglierebbero, in sede di dibattito, un’ulteriore fase di discussione e perfezionamento.

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