Ekrem Eddy Güzeldere

Ekrem Eddy Güzeldere

È un analista politico e giornalista politico. Vive a Istanbul (guzeldere.eu)

Elezioni in Turchia: poche certezze, molti punti interrogativi

Per la prima volta dal 2002, le elezioni in Turchia non hanno prodotto una maggioranza assoluta per l’AKP. Quattro partiti saranno rappresentati nel nuovo Parlamento. Costruire una coalizione sarà difficili, così come un governo di minoranza. Anche elezioni anticipate costituiscono uno scenario possibile.

Elezioni parlamentari in Turchia: il quarto decisivo

Alle prossime elezioni in Turchia non sarà importante tanto chi vincerà ma se il quarto partito maggiore sarà in grado di superare la soglia di sbarramento del 10%. Da ciò dipenderà se, dopo tredici anni, verrà formato un governo di coalizione e se la Costituzione finirà assumere un carattere più presidenziale, come desidera il presidente Erdoğan.

Una nuova vittoria per Erdogan in un paese sempre più diviso

I risultati delle elezioni in Turchia sono stati appena scalfiti dalle proteste di Gezi Park della scorsa estate, dalle recenti accuse di corruzione a carico della leadership dell’AKP e dal conflitto aperto con il Movimetnto Gülen. Ciò è dovuto principalmente alla situazione economica del paese e al fatto che l’AKP controlla adesso la maggior parte dei media del paese.

Turchia: scenari di guerra alla vigilia delle elezioni municipali

Le elezioni municipali del 30 marzo sono diventate una sorta di referendum sulle politiche di Erdogan a causa delle accuse di corruzione, delle interferenze nell’attività giudiziaria e in quella della polizia, degli attacchi contro il network islamico Gülen, tacciato di costituire un parallelo Stato del terrore, del blocco di Twitter e YouTube.

Turchia: gli ascolti delle intercettazioni superano quelli delle soap opera

A poche settimane dalle elezioni amministrative in Turchia, il partito di governo AKP e in particolare il suo leader e primo ministro Erdogan sono sotto attacco a causa della diffusione di alcune presunte intercettazioni telefoniche che proverebbero il coinvolgimento del capo di governo in attività illecite. Il paese è spaccato fra quanti ritengono false le registrazioni e quanti scommettono sulla loro attendibilità.

Turchia: la democrazia in un pacchetto

Lo scorso 30 settembre il primo ministro turco Erdogan ha presentato un pacchetto di riforme – a lungo atteso – volte a rafforzare la democrazia. Certo esso non renderà il paese meno democratico, eppure il metodo adottato dal governo è tale che ci vorranno decenni affinché la Turchia si trasformi in uno Stato pienamente democratico.

Turchia. Nuove polarizzazioni, nuove coalizioni, nuove fratture

Le manifestazioni di Gezi Park a Istanbul, nate inizialmente per salvare qualche albero dall’edificazione massiccia della città, hanno velocemente travolto l’intero paese mettendo in luce il continuo sgretolarsi del consenso di cui il governo AKP e il suo primo ministro godevano e le nuove fratture sociali che caratterizzano oggi la Turchia.

La tripletta dell’AKP

Dopo una campagna elettorale lunga e piuttosto aggressiva, le elezioni nazionali in Turchia si sono concluse con un risultato chiaro. Eppure, nonostante abbia quasi raggiunto il 50% dei voti, il partito di governo non ha forza sufficiente per cambiare la Costituzione.

Turchia. Dopo il referendum, prima delle elezioni

Il referendum sulle riforme costituzionali – tenutosi in Turchia lo scorso 12 settembre – ha avuto un risultato chiaro. Eppure si tratta di un piccolo passo nel processo di trasformazione della Costituzione turca, introdotta nel 1982 in seguito a un colpo di Stato autoritario.

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