La controrivoluzione preventiva di Putin

Di Alexander Etkind Martedì 15 Luglio 2014 09:38 Stampa

La Russia ha avuto vent’anni dal crollo dell’Unione Sovietica per trasformarsi in uno Stato europeo. Ma scientemente tale sviluppo è stato ostacolato dall’azione di un’élite che ha fatto della corruzione, dell’ossessiva accumulazione di capitale e dello sfruttamento improduttivo delle risorse naturali del paese la propria regola di vita. L’economia russa dipende dal mercato dell’energia europeo e dal lavoro a basso costo degli immigrati, e le sanzioni americane ed europee, la scarsità di investimenti e la recessione potrebbero rivelare i limiti del putinismo e far esplodere le tensioni sociali. È proprio per questo che Putin ha cercato di proiettare all’esterno la crisi del suo sistema ed è per timore che la “piaga rivoluzionaria” potesse raggiungere Mosca che ha reagito alle proteste di Piazza Maidan.

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