Vincenzo Visco

Vincenzo Visco

già ministro delle Finanze e del Tesoro, è presidente dell’Associazione Nuova Economia Nuova Società (NENS).

Sinistra, quali prospettive

Le difficoltà in cui versano la sinistra italiana e quella internazionale sono evidenti, e sono serie. Nonostante la crisi del capitalismo liberista manifestatasi con il crollo del 2007-08, e il riflusso della globalizzazione, la sinistra non sembra in grado di recuperare identità e iniziativa, travolta dalla sua adesione acritica al pensiero economico dominante negli ultimi dieci-venti anni.
Era già successo dopo la crisi del 1929, con la differenza che allora un’alternativa praticabile sembrava possibile, data la presenza del modello socialista rappresentato dall’Unione Sovietica. Oggi l’unica alternativa che si presenta sembra essere la scelta tra soluzioni neonazionaliste e sostanzialmente autoritarie e un arroccamento difensivo delle élite dei vari paesi.

Un programma di politica fiscale

Come sempre, le questioni fiscali avranno un ruolo centrale nel dibattito elettorale. E come sempre su di esse si misureranno le contraddizioni e le menzogne dei diversi programmi. Tuttavia, mai come in questa occasione la questione fiscale andrebbe presa sul serio e affrontata secondo orientamenti di radicale innovazione. I tempi lo richiedono, le possibilità esistono.

Sulle origini della crisi della sinistra

Dopo aver subito gli effetti della rivincita della destra, che a partire dagli anni Ottanta del Novecento ha saputo imporre un paradigma economico incentrato sul rilancio del mercato, sul valore etico del profitto, sull’individualismo e sulla contestazione dell’assistenzialismo, la sinistra deve ora recuperare identità e valori smarriti e riacquistare la propria autonomia culturale e politica. Non è un caso che a sinistra sia in atto un processo di riorganizzazione e riflessione sui fondamentali. In Italia, in particolare, essa andrà ricostruita dalle basi, con pazienza e determinazione, riscoprendo quanto di buono deriva dal passato ma tenendo presenti le esigenze che la nuova realtà economica e sociale pone in evidenza, a partire dal drammatico aumento delle diseguaglianze e dalla cronica mancanza di lavoro.

Sistema fiscale e necessità di riforma

Sebbene nel complesso le imposte italiane non siano molto dissimili da quelle esistenti negli altri paesi europei e i problemi principali del fisco nel nostro paese siano in larga misura gli stessi che affliggono i sistemi dei paesi più industrializzati in tempo di globalizzazione e liberalizzazione delle economie, l’Italia presenta alcuni problemi specifici. Tra questi soprattutto l’elevata evasione, che determina anche un minore gettito IVA, l’eccessivo peso dell’IRPEF, una tassazione confusa e disordinata dei redditi di capitale e un prelievo patrimoniale sugli immobili in cui si fa troppo affidamento sulle imposte sui trasferimenti anziché sul possesso. Un riassetto complessivo appare quindi necessario, e le proposte di intervento migliorativo non mancano.

Evasione fiscale e lotta all'evasione in Italia

L’evasione fiscale non è un fenomeno ineluttabile: si può combattere e contenere anche in Italia, a patto di non nascondersi dietro l’alibi delle peculiarità del nostro sistema economico-sociale e affrontare con decisione quello che, invece, è un problema essenzialmente politico e un elemento fondamentale del processo di modernizzazione e riorganizzazione del sistema produttivo del paese. Per farlo sono però necessari sia il convinto accordo bipartisan tra le forze politiche sia quello all’interno dei singoli partiti.


La Germania, la crisi europea e i fantasmi del passato

La Germania persiste, per ragioni di carattere economico, culturale e politico, nell’attribuire la responsabilità della crisi in corso all’eccesso di debiti pubblici, mentre è ormai noto come essa dipenda da quelli privati, contro cui l’austerità fi nora praticata risulta inutile e dannosa. È opportuno che il governo tedesco rinunci alla politica seguita fi nora e ispirata al motto “Deutschland über alles”, impraticabile nel mondo globalizzato anche per la potente Germania e che rischia di trasformarla, ancora una volta, nella causa della rovina dell’Europa.

Evasione fiscale e lotta all’evasione in Italia

L’evasione fiscale non è un fenomeno ineluttabile: si può combattere e contenere anche in Italia, a patto di non nascondersi dietro l’alibi delle peculiarità del nostro sistema economico-sociale e affrontare con decisione quello che, invece, è un problema essenzialmente politico e un elemento fondamentale del processo di modernizzazione e riorganizzazione del sistema produttivo del paese. Per farlo sono però necessari sia il convinto accordo bipartisan tra le forze politiche sia quello all’interno dei singoli partiti.

Dopo la crisi: riflessioni e prospettive

La crisi attuale, pur essendo molto simile a quella degli anni Trenta, non può tuttavia essere superata con le stesse misure adottate allora e fondate sulle autonomie e ipotesi degli Stati nazionali. È da escludere che dal suo superamento, che sarà lungo e sofferto, emergeranno immutati i pre esistenti assetti dell’economia mondiale, dei mercati finanziari e dei rapporti tra gli Stati.

Dopo la crisi: riflessioni e prospettive

Sono passati quasi tre anni dall’inizio della crisi finanziaria e ancora non si può dire che sia stata superata. La ripresa in atto appare incerta e stentata. Inoltre non esistono interpretazioni generalmente condivise né sulle sue cause, né sulle terapie da adottare. In questo contesto di incertezza può essere utile qualche breve riflessione di carattere generale.

La crisi finanziaria internazionale e le sfide per la sinistra riformista

Il processo di innovazione tecnologica che è stato alla base della globalizzazione ha profondamente modificato sia i processi produttivi, sia le tipologie di prodotto, provocando così la crisi del modello di impresa fordista e lo stravolgimento degli assetti economici globali. Proprio per aiutare questo processo di cambiamento sono stati elaborati il paradigma economico del liberismo e numerose altre innovazioni successivamente codificate in nuove normative in materia finanziaria. È ora necessario che la sinistra politica, finora fattivo sostenitore delle modifiche necessarie alla creazione di un modello di mercato, non persista nel sottovalutare i rischi insiti nell’economia globale ma si impegni a contrastare il rischio di una deriva conservatrice neostatalista e di chiusure corporative e nazionalistiche.